La Cassa Depositi e Prestiti fu costituita l’11 febbraio 1925 per iniziativa di un gruppo di dipendenti dell’allora U.I.T.E. (Unione Italiana Tramway Elettrici), facenti parte del deposito tranviario di Genova Sampierdarena.
Lo scopo mutualistico dichiarato, migliorare le condizioni morali e materiali dei soci con operazioni di prestito e risparmio, é tuttora vigente nello statuto sociale e comprovato dalla mutualità prevalente (100%) della società cooperativa di oggi.
La Cassa Depositi e Prestiti è passata indenne, con alterne fortune, attraverso il periodo del ventennio fascista e il periodo bellico e postbellico. L’espansione è avvenuta alla fine degli anni sessanta e agli inizi degli anni settanta, per la tenacia del Presidente e dei Consiglieri dell’epoca che, con opera di proselitismo capillare, aumentarono la compagine sociale notevolmente.
Il maggior numero di soci si raggiunse tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta con la possibilità di estendere la qualità di socio anche ai famigliari dei dipendenti A.M.T. ed ex-dipendenti.
Nel 1985 l’A.M.T. raggiunse il massimo numero di dipendenti (5085), mentre la Cassa Depositi e Prestiti superava i 16.000 soci.
In questi anni di massima espansione viene introdotta la possibilità di accedere, oltre ai prestiti personali, anche all’erogazione di mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione, consentendo in tal modo a tantissimi dipendenti dell’A.M.T. la possibilità di acquistare una casa di proprietà.
Con l’entrata in vigore del Decreto 29/03/1995 del Ministero del Tesoro e successivi aggiornamenti della Banca d’Italia, la Cassa Depositi e Prestiti fu costretta a ridimensionarsi notevolmente; per effetto di tale normativa la “raccolta di risparmio tra soci dipendenti di una medesima amministrazione pubblica” (il cosiddetto Prestito Sociale), fu consentita solo ai soci dipendenti dell’A.M.T. in servizio e agli ex-dipendenti in pensione, iscritti alla Cooperativa prima dell’entrata in vigore della nuova disposizione di legge.
Pertanto la Cassa Depositi e Prestiti, d’intesa con la Banca d’Italia, dovette varare un piano quinquennale di dismissione dei depositi intestati ai cosiddetti soci di tipo “B” (famigliari entro il terzo grado). Il numero dei libretti da dismettere riguardava ottomila soci, un’operazione imponente a seguito della quale si passò da circa 16.000 soci complessivi del 1995 ad una compagine sociale di circa 5400 soci nel 2001.
Di conseguenza, l’ammontare dei prestiti sociali alla Cooperativa da circa 258 miliardi di lire nel 1995 si attestò a circa 100 miliardi di lire al termine dell’operazione di dismissione.
All’epoca, su suggerimento della Banca d’Italia, fu anche valutata la possibilità di trasformare la Cassa Depositi e Prestiti in Banca di Credito Cooperativo, idea che, dopo un’attenta valutazione, fu presto abbandonata per l’enorme investimento necessario alla costituzione di una banca e gli elevati costi fissi di gestione che tale trasformazione avrebbe comportato.
La Cooperativa ha continuato la sua attività, dopo essere stata classificata da Banca d’Italia come “intermediario finanziario abilitato”, iscritta inizialmente nell’elenco speciale ex-art.107 e successivamente nell’art. 106 del Testo Unico Bancario (D.Lgs. n. 385/1993).
Successivamente, a seguito della riforma dell’intermediazione finanziaria non bancaria, introdotta dal D.Lgs. 141/2010, art. 112-comma 7, così come modificato dal D.Lgs. 169/2012 è stato previsto che gli enti e le società cooperative, costituiti tra dipendenti di una medesima amministrazione pubblica entro il 1/1/1993 e già iscritti nell’elenco generale ex-art.106 T.U.B., potessero continuare ad operare alle condizioni e nei limiti stabiliti dalle disposizioni di settore senza l’obbligo di iscrizione in albi ed elenchi tenuti dalla Banca d’Italia.
Attualmente la compagine sociale è costituita da soci di tipo “A” (dipendenti ed ex-dipendenti A.M.T. già soci alla data dei decreti del Ministero del Tesoro del 1995), e soci di tipo “B” (famigliari entro il terzo grado di soci di tipo ”A”). Al 31/12/2024 la compagine sociale conta 3238 soci di tipo “A” e 760 soci di tipo “B” per un totale di 3998 soci.
I soci di tipo “A” hanno la possibilità di finanziare la Cassa attraverso il prestito sociale nei limiti di legge e possono usufruire di prestiti e mutui ipotecari.
Ai soci di tipo “B” non è data la possibilità di effettuare prestiti sociali alla Cooperativa attraverso finanziamenti, ma hanno la sola possibilità di accedere a prestiti e mutui somministrati dalla Cooperativa stessa.
L’attività della Cooperativa è regolata dallo statuto sociale e dai regolamenti interni. La Cooperativa opera nel rispetto rigoroso di tutte le norme che la disciplinano. In quanto cooperativa a “mutualità prevalente” nel senso richiesto dall’art. 2512 c.c. e nel testo vigente, svolge la propria attività esclusivamente in favore dei propri soci, opera in termini di assoluta democraticità attraverso organi elettivi (Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale) e organi deliberanti (Assemblea dei Soci), è soggetta a controlli interni (Collegio Sindacale), alla certificazione dei bilanci annuali da parte Società di Revisione (Legge 31/01/1992 n° 59) e alla revisione annuale da parte degli Organi Tutori (Lega delle Cooperative), preposti alla vigilanza sugli enti cooperativi ai sensi di legge.
I bilanci della Cooperativa sono sottoposti alla certificazione annuale da parte di una Società di Revisione iscritta all’albo e/o autorizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico, aderente alla convenzione con le associazioni di categoria.